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SI PUO’ SCARICARE IL VOLANTINO CON LA POSIZIONE DEL COMITATO AL SEGUENTE LINK

Assemblea pubblica su passaggio ad ACEA

 

Si puo’ scaricare il testo della proposta di legge nazionale sull’acqua pubblica   leg.18.pdl.camera.52.18PDL0001491

 

 

Oggi si sono nuovamente riunite, in seduta congiunta,le due Commissioni Regionali VIII (Ambiente) e XII (Tutela del Territorio)per tornare discutere sulla moratoria nei confronti dei Comuni che non hanno ancora trasferito il servizio al gestore d’ambito.

Si è subito archiviata la discussione sulla proposta della consigliera Angelilli di introdurre di fatto una sospensiva o moratoria, presentata in maniera informale per riavviare la discussione.

L’assessore ha ripercorso la storia della vicenda, ricordando che la Regione Lazio ha ricevuto una richiesta da parte del Ministero dell’Ambiente di relazionare entro il 15 dicembre sullo stato di attuazione del servizio idrico nell’intera regione, e la stessa Regione ha inviato una lettera ai Comuni inadempienti in cui si comunica che sta avviando le procedure per l’esercizio dei poteri sostitutivi (come da D.Lsl. 152/2006) e si conclude chiedendo ai Comuni un atto deliberativo, entro il 3 Dicembre, con l’impegno a trasferire la gestione del SII ad ACEA-ATO2.

Alessandri ha sostenuto, più volte, che né la lettera ministeriale né quella della Regione contengono scadenze perentorie o ultimatum, e che lui stesso si limiterà a recepire le osservazioni dei comuni che non intendono aderire e ad inoltrarle al Ministero nell’ambito della rendicontazione richiesta entro il 15 Dicembre, senza procedere immediatamente a commissariamenti.

Recependo una proposta di Minnucci, ha poi concordato sulla necessità di confrontarsi con gli organismi parlamentari sull’iter della legge sull’acqua pubblica in discussione alla camera (commissione e relatrice).

E’ stato anche rilevato da un’altra consigliera che la Regione è inadempiente rispetto all’attuazione della legge 5/2014, e che con l’approvazione degli ABI – indipendente dall’iter della legge nazionale – sarebbe decaduto l’attuale sistema e conseguentemente l’obbligo di cessione agli ATO (di fatto cancellati). Su questo non si è avviata discussione di merito.

 

In sintesi, dalla riunione sono emerse i seguenti impegni:

  • Da parte dell’assessore: di non procedere immediatamente al commissariamento dei Comuni, attendendo comunque l’analisi anche da parte del Ministero delle motivazioni dei Sindaci.
  • Da parte dei presidenti delle 2 Commissioni: di adoperarsi affinchè in tempi brevi (anche tenendo conto degli impegni regionali e parlamentari (aspetti economici e bilancio) si organizzi il confronto proposto da Minnucci sull’iter della legge nazionale.

Fin qui il resoconto.

Aggiungo soltanto, per informazione, che il Forum nazionale acqua ha incontrato la deputata Federica Daga, relatrice della proposta di legge, per conoscere i passaggi dell’iter parlamentare. In sintesi, c’è l’impegno a chiudere la discussione in Commissione rapidamente per andare in aula per la fine di Gennaio.

Giudichiamo eccellente quel testo, ma riteniamo queste scadenze irrealistiche (accordi e contrapposizioni fra M5S e Lega).

* * * * * *

LE VALUTAZIONI DEL NOSTRO COMITATO E DEL FORUM.

L’impegno dell’assessore Alessandri costituisce un risultato importante, seppure parziale, che evita per ora il commissariamento dei Comuni e consente loro di continuare ad opporsi senza dubbi o esitazioni alla cessione del SII ad ACEA-ATO2.

Occorre, però, una soluzione definitiva, rispettosa dell’esito referendario del 2011, in Italia e nel Lazio.

Vogliamo che si approvi rapidamente la proposta di legge nazionale sulla gestione pubblica dell’acquain discussione alla Camera: le opposizioni sono tante e trasversali, come verificato nel corso della precedente legislatura e dalle recenti audizioni in commissione, ma la nostra mobilitazione sarà sempre più forte e capillare per spronare forze politiche, parti di esse, e singoli parlamentari favorevoli a questa legge.

Nel Laziosi può e deve procedere subito, senza ostacoli, a livello regionale e a livello capitolino.

La Giunta Zingarettivada rapidamente alla determinazione degli Ambiti di bacino – secondo i principi contenuti nella legge 5/2014– superando l’attuale assetto che vede la gestione di tipo privatistico ed il monopolio di fatto di ACEA: questo avvierebbe immediatamente i percorsi di ripubblicizzazione dell’acqua, indispensabili anche per la tutela del lago di Bracciano con il concorso attivo di cittadini e amministrazioni locali.

L’amministrazione capitolina proceda alla ripubblicizzazione di ACEA-ATO2, che può avviare subito, anche nell’attuale quadro legislativo; ulteriori ritardi confermerebbero in maniera inequivocabile le reali intenzioni della Sindaca Raggi, della sua maggioranza e di chi la sostiene sul piano politico.

I Comuniche ancora si oppongono ad ACEA-ATO2, ribadiscano il loro NO con atti di giunta e di consiglio comunale, e rafforzino l’impegno unitario per scongiurare lo spettro del commissariamento, che priverebbe definitivamente le comunità locali di ogni ruolo o potere nella gestione di questa triste e amara vicenda.

In conclusione, per il nostro Comune, alla luce anche dell’impegno dell’assessore Alessandri:

  • ribadiamo la nostra richiesta all’amministrazione di Anguillara di confermare l’opposizione alla cessione del SII, anche con esplicita delibera di questo CC;
  • chiediamo alla Sindaca di inviare entro oggi una lettera all’assessore motivando le ragioni della opposizione alla cessione, analogamente a quanto fatto dal Comune di Ladispoli cha ha potuto vantare efficienza e stabilità della propria gestione del SII (acqua e depurazione); e di coordinarsi con gli altri Comuni coinvolti nella vicenda, Ladispoli in testa
  • chiediamo alla Sindaca, o alla Giunta, di istituire un gruppo di lavoro, o commissione, aperta alla partecipazione delle realtà presenti ad Anguillara, per monitorare e affrontare insieme l’intera vicenda attraverso un processo partecipativo che non può che giovare a tutta la collettività.

Noi, Comitato Acqua Pubblica di Anguillara, siamo a disposizione da subito.

Comitato Acqua Pubblica lago di Bracciano

Sembra ormai giunta all’epilogo la lunga vicenda che vede contrapposti ACEA e Regione Lazio da un lato, e varie amministrazioni comunali che non vogliono cedere il Servizio Idrico Integrato (SII) al gestore unico.

Recentemente l’Assessore Alessandri (subentrato a Refrigeri nella gestione della questione acqua) ha inviato ai Sindaci una nota con cui intima di cedere al gestore unico il SII entro il 3 dicembre. Già in passato erano state inviate lettere analoghe, ma a tutte i Comuni avevano risposto negativamente, ribadendo le proprie posizioni, chiedendo comunque di attendere la conclusione dell’iter applicativo della legge regionale sull’acqua pubblica, oltre che gli esiti di vari ricorsi presentati dagli stessi Comuni.

Tutti gli iter giudiziari legati a tali ricorsi si sono definitivamente conclusi, e proprio a questi l’assessore Alessandri fa riferimento comunicando ai Comuni che << … questa Amministrazione sta avviando le procedure per l’esercizio dei poteri sostitutivi: tali procedure vengono a valle delle ultime pronunce degli organi di giustizia amministrativa che hanno ribadito, in ossequio a quanto stabilito dalla norma statale, l’obbligo dei Comuni di adeguarsi alle gestioni uniche del servizio integrato >>.

Nel frattempo veniva convocata, il 20 Novembre, la riunione congiunta delle due Commissioni Regionali VIII (Ambiente) e XII (Tutela del Territorio)per discutere simultaneamente su:

  • proposta di legge nazionale sulla gestione pubblica dell’acqua,
  • istituzione dei Bacini Idrografici – per l’attuazione della legge regionale sull’acqua pubblica,
  • moratoria nei confronti dei Comuni che non hanno ancora trasferito il servizio al gestore d’ambito.

con l’obiettivo, proposto dai Sindaci, diuna moratoria nell’applicazione «dell’incomprensibile obbligo previsto dalla legge vigente che ci porterebbe sotto la gestione degli attuali ambiti, in attesa dell’approvazione delle preannunciate nuove disposizioni legislative».

Ma arriva un nuovo stop: nella riunione delle due Commissioni i consiglieri della maggioranza entrano in fibrillazione  e chiedono l’aggiornamento della seduta: la nuova riunione si terrà lunedì 3 Dicembre.

E’ pace fatta tra ACEA e Zingaretti e il suo PD dopo l’emergenza acqua che li ha visti contrapposti?

 

AUSPICHIAMO, E CHIEDIAMO CON FORZA

  • che la Giunta Zingaretti, dopo i pluriennali tentennamenti e ostacoli di ogni genere, vada rapidamente alla determinazione degli Ambiti di bacino – secondo i principi contenuti nella legge 5/2014 – superando l’attuale assetto che vede la gestione di tipo privatistico ed il monopolio di fatto di ACEA: questo avvierebbe i percorsi di ripubblicizzazione dell’acqua, indispensabili anche per la tutela del lago di Bracciano con il concorso attivo di cittadini e amministrazioni locali;
  • che l’amministrazione capitolina proceda alla ripubblicizzazione di ACEA-ATO2;
  • che le Commissioni e la Giunta regionale decidano la moratoria della cessione dei SII, in attesa dell’attuazione della legge 5/2014 e dell’approvazione della legge nazionale in discussione in Parlamento;
  • che il Comune di Anguillara respinga l’ennesimo ultimatum della Regione, come fatto da varie precedenti amministrazioni;
  • che il Comune di Anguillara metta in campo – coordinandosi anche con gli altri Comuni – ogni azione atta a scongiurare l’intervento del commissario, come minacciato dall’assessore Alessandri, che priverebbero definitivamente le comunità locali di ogni ruolo o potere nella gestione di questa triste e amara vicenda.
  • che i Consigli comunali si esprimano unanimemente per conseguire questi obiettivi, superando logiche di appartenenza politica per l’attuazione di principi che, a parole, sono largamente condivisi

Comitato Acqua Pubblica Lago di Bracciano

L’emergenza idrica è oramai un’evidenza conclamata, con effetti nefasti sulla disponibilità per uso umano, sull’agricoltura e più in generale sull’ambiente.Si tratta di una drammatica realtà provocata dall’acuirsi dei cambiamenti climatici a cui, da oltre vent’anni, si sono sovrapposti i processi di mercificazione e privatizzazione dell’acqua.

I fautori dell’ingresso dei privati nella gestione dell’acqua avevano utilizzato come argomento forte la grande opportunità di apporto di capitali da parte di quest’ultimi per rendere più efficiente il servizio, per restrutturare le reti e costruire gli impianti di depurazione. Inoltre, grazie al mercato e alla concorrenza, il tutto sarebbe stato più economico per i cittadini.

La proposta comprendeva anche l’ovvio benificio all’ambiente visto che si sarebbe salvaguardata maggiormente la risorsa.

Vent’anni dopo le tariffe e le perdite delle reti sono aumentate, gli investimenti sono diminuiti, l’Italia è sotto procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea per l’inadeguatezza del trattamento delle acque reflue.

E’ evidente che qualcuno non l’ha raccontata giusta.

Oggi i fautori del mercato e delle privatizzazioni, non contenti del permanere in tariffa, sotto mentite spoglie, della remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum, sostengono che le tariffe non forniscono abbastanza soldi per fare gli investimenti per cui devono essere ulteriormente innalzate fino ad allinearsi ai livelli europei.

Che qualcosa non torni in queste argomentazioni è molto semplice dimostrarlo:

  • le quattro “sorelle dell’acqua” (IREN, A2A, ACEA, HERA), ossia le quattro grandi società multiutilitiy quotate in borsa, tra il 2010 e il 2014 hanno distribuito oltre 2 miliardi di € di dividendi ai propri soci, addirittura oltre 150 mln di € in più degli utili prodotti nello stesso periodo;
  • ACEA ATO 2 S.p.A. tra il 2011 e il 2015 ha distribuito in media come dividendo ai propri soci (quasi esclusivamente ACEA S.p.A.) il 93 % degli utili prodotti, ossia circa 65 mln di €/anno, per poi ottenere dalla stessa ACEA S.p.A. dei finanziamenti a tasso di mercato che utilizza per fare gli investimenti.

Utilizziamo questi esempi perchè le 4 multiutility rappresentano gli operatori più rilevanti del mercato italiano rifornendo complessivamente circa 15 mln di cittadini.

Mentre ACEA ATO 2 S.p.A. è un caso emblematico rispetto al fallimento del modello di gestione privatistico che ancora oggi si vorrebbe estendere a tutta Italia: perdite delle reti che sono quasi raddoppiate negli ultimi 10 anni, emersione del disastro ambientale dovuto all’abbassamento del livello delle acque del lago di Bracciano, la minaccia dell’azienda di razionare l’acqua a 1,5 mln di cittadini romani a seguito dell’imposizione dello stop alle captazioni dal lago, diminuzione degli investimenti.

I dati ci dicono in maniera palese che i soldi ci sono ma che non sono utilizzati per effettuare gli investimenti e garantire così un servizio essenziale, ma per remunerare gli azionisti (pubblici e privati), ossia il modello di gestione privatistico, secondo cui il costo totale del servizio idrico è interamente coperto dalla tariffa e l’affidamento viene fatto a soggetti privati, ha dimostrato il suo fallimento.

E’ necessaria dunque una radicale inversione di tendenza rispetto a questo modello, che si può realizzare unicamente con la ripubblicizzazione del servizio idrico e un nuovo sistema di finanziamento, basato sulla leva tariffaria, sulla finanza pubblica e la fiscalità generale. Parte integrante di questo modello di gestione pubblica è la predisposizione di un Piano nazionale per la ristrutturazione delle reti idriche.

In coerenza con quest’impostazione, a fronte della situazione di emergenza idrica che si è evidenziata in quest’ultimo periodo di tempo e che comunque ha caratteristiche strutturali, occorre mettere in campo rapidamente alcuni interventi in grado di aggredirla e dare ad essa soluzioni utili. In particolare, tre ci sembrano le misure prioritarie che si possono assumere in tempi brevi, anche attraverso una strumentazione legislativa come il decreto legge, che contempli:

  • la destinazione degli utili delle aziende che gestiscono il servizio idrico alla ristrutturazione delle reti idriche, sulla base del Piano nazionale ad esso dedicato;
  • incentivi all’ammodernamento degli impianti di irrigazione in agricoltura (ad es. irrigazione a goccia) e all’utilizzo delle acque piovane;
  • incentivi alla realizzazione di reti idriche duali ed all’installazione di dispositivi per il risparmio idrico nell’edilizia di servizio, residenziale e produttiva.

 

 

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua​