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SI PUO’ SCARICARE IL VOLANTINO CON LA POSIZIONE DEL COMITATO AL SEGUENTE LINK

Assemblea pubblica su passaggio ad ACEA

 

Si puo’ scaricare il testo della proposta di legge nazionale sull’acqua pubblica   leg.18.pdl.camera.52.18PDL0001491

 

 

Oggi si sono nuovamente riunite, in seduta congiunta,le due Commissioni Regionali VIII (Ambiente) e XII (Tutela del Territorio)per tornare discutere sulla moratoria nei confronti dei Comuni che non hanno ancora trasferito il servizio al gestore d’ambito.

Si è subito archiviata la discussione sulla proposta della consigliera Angelilli di introdurre di fatto una sospensiva o moratoria, presentata in maniera informale per riavviare la discussione.

L’assessore ha ripercorso la storia della vicenda, ricordando che la Regione Lazio ha ricevuto una richiesta da parte del Ministero dell’Ambiente di relazionare entro il 15 dicembre sullo stato di attuazione del servizio idrico nell’intera regione, e la stessa Regione ha inviato una lettera ai Comuni inadempienti in cui si comunica che sta avviando le procedure per l’esercizio dei poteri sostitutivi (come da D.Lsl. 152/2006) e si conclude chiedendo ai Comuni un atto deliberativo, entro il 3 Dicembre, con l’impegno a trasferire la gestione del SII ad ACEA-ATO2.

Alessandri ha sostenuto, più volte, che né la lettera ministeriale né quella della Regione contengono scadenze perentorie o ultimatum, e che lui stesso si limiterà a recepire le osservazioni dei comuni che non intendono aderire e ad inoltrarle al Ministero nell’ambito della rendicontazione richiesta entro il 15 Dicembre, senza procedere immediatamente a commissariamenti.

Recependo una proposta di Minnucci, ha poi concordato sulla necessità di confrontarsi con gli organismi parlamentari sull’iter della legge sull’acqua pubblica in discussione alla camera (commissione e relatrice).

E’ stato anche rilevato da un’altra consigliera che la Regione è inadempiente rispetto all’attuazione della legge 5/2014, e che con l’approvazione degli ABI – indipendente dall’iter della legge nazionale – sarebbe decaduto l’attuale sistema e conseguentemente l’obbligo di cessione agli ATO (di fatto cancellati). Su questo non si è avviata discussione di merito.

 

In sintesi, dalla riunione sono emerse i seguenti impegni:

  • Da parte dell’assessore: di non procedere immediatamente al commissariamento dei Comuni, attendendo comunque l’analisi anche da parte del Ministero delle motivazioni dei Sindaci.
  • Da parte dei presidenti delle 2 Commissioni: di adoperarsi affinchè in tempi brevi (anche tenendo conto degli impegni regionali e parlamentari (aspetti economici e bilancio) si organizzi il confronto proposto da Minnucci sull’iter della legge nazionale.

Fin qui il resoconto.

Aggiungo soltanto, per informazione, che il Forum nazionale acqua ha incontrato la deputata Federica Daga, relatrice della proposta di legge, per conoscere i passaggi dell’iter parlamentare. In sintesi, c’è l’impegno a chiudere la discussione in Commissione rapidamente per andare in aula per la fine di Gennaio.

Giudichiamo eccellente quel testo, ma riteniamo queste scadenze irrealistiche (accordi e contrapposizioni fra M5S e Lega).

* * * * * *

LE VALUTAZIONI DEL NOSTRO COMITATO E DEL FORUM.

L’impegno dell’assessore Alessandri costituisce un risultato importante, seppure parziale, che evita per ora il commissariamento dei Comuni e consente loro di continuare ad opporsi senza dubbi o esitazioni alla cessione del SII ad ACEA-ATO2.

Occorre, però, una soluzione definitiva, rispettosa dell’esito referendario del 2011, in Italia e nel Lazio.

Vogliamo che si approvi rapidamente la proposta di legge nazionale sulla gestione pubblica dell’acquain discussione alla Camera: le opposizioni sono tante e trasversali, come verificato nel corso della precedente legislatura e dalle recenti audizioni in commissione, ma la nostra mobilitazione sarà sempre più forte e capillare per spronare forze politiche, parti di esse, e singoli parlamentari favorevoli a questa legge.

Nel Laziosi può e deve procedere subito, senza ostacoli, a livello regionale e a livello capitolino.

La Giunta Zingarettivada rapidamente alla determinazione degli Ambiti di bacino – secondo i principi contenuti nella legge 5/2014– superando l’attuale assetto che vede la gestione di tipo privatistico ed il monopolio di fatto di ACEA: questo avvierebbe immediatamente i percorsi di ripubblicizzazione dell’acqua, indispensabili anche per la tutela del lago di Bracciano con il concorso attivo di cittadini e amministrazioni locali.

L’amministrazione capitolina proceda alla ripubblicizzazione di ACEA-ATO2, che può avviare subito, anche nell’attuale quadro legislativo; ulteriori ritardi confermerebbero in maniera inequivocabile le reali intenzioni della Sindaca Raggi, della sua maggioranza e di chi la sostiene sul piano politico.

I Comuniche ancora si oppongono ad ACEA-ATO2, ribadiscano il loro NO con atti di giunta e di consiglio comunale, e rafforzino l’impegno unitario per scongiurare lo spettro del commissariamento, che priverebbe definitivamente le comunità locali di ogni ruolo o potere nella gestione di questa triste e amara vicenda.

In conclusione, per il nostro Comune, alla luce anche dell’impegno dell’assessore Alessandri:

  • ribadiamo la nostra richiesta all’amministrazione di Anguillara di confermare l’opposizione alla cessione del SII, anche con esplicita delibera di questo CC;
  • chiediamo alla Sindaca di inviare entro oggi una lettera all’assessore motivando le ragioni della opposizione alla cessione, analogamente a quanto fatto dal Comune di Ladispoli cha ha potuto vantare efficienza e stabilità della propria gestione del SII (acqua e depurazione); e di coordinarsi con gli altri Comuni coinvolti nella vicenda, Ladispoli in testa
  • chiediamo alla Sindaca, o alla Giunta, di istituire un gruppo di lavoro, o commissione, aperta alla partecipazione delle realtà presenti ad Anguillara, per monitorare e affrontare insieme l’intera vicenda attraverso un processo partecipativo che non può che giovare a tutta la collettività.

Noi, Comitato Acqua Pubblica di Anguillara, siamo a disposizione da subito.

Comitato Acqua Pubblica lago di Bracciano

Sembra ormai giunta all’epilogo la lunga vicenda che vede contrapposti ACEA e Regione Lazio da un lato, e varie amministrazioni comunali che non vogliono cedere il Servizio Idrico Integrato (SII) al gestore unico.

Recentemente l’Assessore Alessandri (subentrato a Refrigeri nella gestione della questione acqua) ha inviato ai Sindaci una nota con cui intima di cedere al gestore unico il SII entro il 3 dicembre. Già in passato erano state inviate lettere analoghe, ma a tutte i Comuni avevano risposto negativamente, ribadendo le proprie posizioni, chiedendo comunque di attendere la conclusione dell’iter applicativo della legge regionale sull’acqua pubblica, oltre che gli esiti di vari ricorsi presentati dagli stessi Comuni.

Tutti gli iter giudiziari legati a tali ricorsi si sono definitivamente conclusi, e proprio a questi l’assessore Alessandri fa riferimento comunicando ai Comuni che << … questa Amministrazione sta avviando le procedure per l’esercizio dei poteri sostitutivi: tali procedure vengono a valle delle ultime pronunce degli organi di giustizia amministrativa che hanno ribadito, in ossequio a quanto stabilito dalla norma statale, l’obbligo dei Comuni di adeguarsi alle gestioni uniche del servizio integrato >>.

Nel frattempo veniva convocata, il 20 Novembre, la riunione congiunta delle due Commissioni Regionali VIII (Ambiente) e XII (Tutela del Territorio)per discutere simultaneamente su:

  • proposta di legge nazionale sulla gestione pubblica dell’acqua,
  • istituzione dei Bacini Idrografici – per l’attuazione della legge regionale sull’acqua pubblica,
  • moratoria nei confronti dei Comuni che non hanno ancora trasferito il servizio al gestore d’ambito.

con l’obiettivo, proposto dai Sindaci, diuna moratoria nell’applicazione «dell’incomprensibile obbligo previsto dalla legge vigente che ci porterebbe sotto la gestione degli attuali ambiti, in attesa dell’approvazione delle preannunciate nuove disposizioni legislative».

Ma arriva un nuovo stop: nella riunione delle due Commissioni i consiglieri della maggioranza entrano in fibrillazione  e chiedono l’aggiornamento della seduta: la nuova riunione si terrà lunedì 3 Dicembre.

E’ pace fatta tra ACEA e Zingaretti e il suo PD dopo l’emergenza acqua che li ha visti contrapposti?

 

AUSPICHIAMO, E CHIEDIAMO CON FORZA

  • che la Giunta Zingaretti, dopo i pluriennali tentennamenti e ostacoli di ogni genere, vada rapidamente alla determinazione degli Ambiti di bacino – secondo i principi contenuti nella legge 5/2014 – superando l’attuale assetto che vede la gestione di tipo privatistico ed il monopolio di fatto di ACEA: questo avvierebbe i percorsi di ripubblicizzazione dell’acqua, indispensabili anche per la tutela del lago di Bracciano con il concorso attivo di cittadini e amministrazioni locali;
  • che l’amministrazione capitolina proceda alla ripubblicizzazione di ACEA-ATO2;
  • che le Commissioni e la Giunta regionale decidano la moratoria della cessione dei SII, in attesa dell’attuazione della legge 5/2014 e dell’approvazione della legge nazionale in discussione in Parlamento;
  • che il Comune di Anguillara respinga l’ennesimo ultimatum della Regione, come fatto da varie precedenti amministrazioni;
  • che il Comune di Anguillara metta in campo – coordinandosi anche con gli altri Comuni – ogni azione atta a scongiurare l’intervento del commissario, come minacciato dall’assessore Alessandri, che priverebbero definitivamente le comunità locali di ogni ruolo o potere nella gestione di questa triste e amara vicenda.
  • che i Consigli comunali si esprimano unanimemente per conseguire questi obiettivi, superando logiche di appartenenza politica per l’attuazione di principi che, a parole, sono largamente condivisi

Comitato Acqua Pubblica Lago di Bracciano

L’emergenza idrica è oramai un’evidenza conclamata, con effetti nefasti sulla disponibilità per uso umano, sull’agricoltura e più in generale sull’ambiente.Si tratta di una drammatica realtà provocata dall’acuirsi dei cambiamenti climatici a cui, da oltre vent’anni, si sono sovrapposti i processi di mercificazione e privatizzazione dell’acqua.

I fautori dell’ingresso dei privati nella gestione dell’acqua avevano utilizzato come argomento forte la grande opportunità di apporto di capitali da parte di quest’ultimi per rendere più efficiente il servizio, per restrutturare le reti e costruire gli impianti di depurazione. Inoltre, grazie al mercato e alla concorrenza, il tutto sarebbe stato più economico per i cittadini.

La proposta comprendeva anche l’ovvio benificio all’ambiente visto che si sarebbe salvaguardata maggiormente la risorsa.

Vent’anni dopo le tariffe e le perdite delle reti sono aumentate, gli investimenti sono diminuiti, l’Italia è sotto procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea per l’inadeguatezza del trattamento delle acque reflue.

E’ evidente che qualcuno non l’ha raccontata giusta.

Oggi i fautori del mercato e delle privatizzazioni, non contenti del permanere in tariffa, sotto mentite spoglie, della remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum, sostengono che le tariffe non forniscono abbastanza soldi per fare gli investimenti per cui devono essere ulteriormente innalzate fino ad allinearsi ai livelli europei.

Che qualcosa non torni in queste argomentazioni è molto semplice dimostrarlo:

  • le quattro “sorelle dell’acqua” (IREN, A2A, ACEA, HERA), ossia le quattro grandi società multiutilitiy quotate in borsa, tra il 2010 e il 2014 hanno distribuito oltre 2 miliardi di € di dividendi ai propri soci, addirittura oltre 150 mln di € in più degli utili prodotti nello stesso periodo;
  • ACEA ATO 2 S.p.A. tra il 2011 e il 2015 ha distribuito in media come dividendo ai propri soci (quasi esclusivamente ACEA S.p.A.) il 93 % degli utili prodotti, ossia circa 65 mln di €/anno, per poi ottenere dalla stessa ACEA S.p.A. dei finanziamenti a tasso di mercato che utilizza per fare gli investimenti.

Utilizziamo questi esempi perchè le 4 multiutility rappresentano gli operatori più rilevanti del mercato italiano rifornendo complessivamente circa 15 mln di cittadini.

Mentre ACEA ATO 2 S.p.A. è un caso emblematico rispetto al fallimento del modello di gestione privatistico che ancora oggi si vorrebbe estendere a tutta Italia: perdite delle reti che sono quasi raddoppiate negli ultimi 10 anni, emersione del disastro ambientale dovuto all’abbassamento del livello delle acque del lago di Bracciano, la minaccia dell’azienda di razionare l’acqua a 1,5 mln di cittadini romani a seguito dell’imposizione dello stop alle captazioni dal lago, diminuzione degli investimenti.

I dati ci dicono in maniera palese che i soldi ci sono ma che non sono utilizzati per effettuare gli investimenti e garantire così un servizio essenziale, ma per remunerare gli azionisti (pubblici e privati), ossia il modello di gestione privatistico, secondo cui il costo totale del servizio idrico è interamente coperto dalla tariffa e l’affidamento viene fatto a soggetti privati, ha dimostrato il suo fallimento.

E’ necessaria dunque una radicale inversione di tendenza rispetto a questo modello, che si può realizzare unicamente con la ripubblicizzazione del servizio idrico e un nuovo sistema di finanziamento, basato sulla leva tariffaria, sulla finanza pubblica e la fiscalità generale. Parte integrante di questo modello di gestione pubblica è la predisposizione di un Piano nazionale per la ristrutturazione delle reti idriche.

In coerenza con quest’impostazione, a fronte della situazione di emergenza idrica che si è evidenziata in quest’ultimo periodo di tempo e che comunque ha caratteristiche strutturali, occorre mettere in campo rapidamente alcuni interventi in grado di aggredirla e dare ad essa soluzioni utili. In particolare, tre ci sembrano le misure prioritarie che si possono assumere in tempi brevi, anche attraverso una strumentazione legislativa come il decreto legge, che contempli:

  • la destinazione degli utili delle aziende che gestiscono il servizio idrico alla ristrutturazione delle reti idriche, sulla base del Piano nazionale ad esso dedicato;
  • incentivi all’ammodernamento degli impianti di irrigazione in agricoltura (ad es. irrigazione a goccia) e all’utilizzo delle acque piovane;
  • incentivi alla realizzazione di reti idriche duali ed all’installazione di dispositivi per il risparmio idrico nell’edilizia di servizio, residenziale e produttiva.

 

 

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua​

La pubblica amministrazione, si sa, parla per atti, il Comune – nello specifico – fornisce l’indirizzo politico amministrativo con le Delibere di Consiglio e di Giunta. Lunedì 31 luglio si riunirà il Consiglio comunale di Anguillara e discuterà la Mozione (LINK ALLA MOZIONE) con la quale verrà definita, con atto formale, la posizione di forte condanna della nostra comunità nei confronti della grave crisi del lago nonché una serie di precise e puntuali azioni che nel medio-lungo termine consentiranno di scongiurare il ripetersi di simili tragici accadimenti (in termini ambientali).

Apprendiamo con soddisfazione la scelta dell’amministrazione di Anguillara di voler calendarizzare questo atto che, su nostra iniziativa, è stato inviato a tutte le amministrazioni del comprensorio sabatino, nella speranza che – approvandolo tutte – si delinei una netta indicazione dell’intera comunità del lago.

L’importanza di quanto puntualmente descritto nel documento in discussione (Mozione) dovrebbe essere la linea lungo cui muoversi nel futuro. Per tale motivo invitiamo tutte le forze politiche, quelle che oggi sono in maggioranza e quelle che oggi sono in minoranza, a votare compatti il testo, previo emendarlo qualora ci fossero sfuggite sensibilità che si volessero evidenziare.

Facciamo quindi appello a tutti i partiti, movimenti, pensieri politico-culturali del nostro bacino affinché supportino l’approvazione della suddetta Mozione. E’ essenziale, su questi temi, dimostrare che non sono i colori politici che possano frenare l’azione di difesa di un bene che è universale come il lago ovvero come l’acqua.

 

Comitato Acqua Pubblica CPRN/Anguillara
Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Anguillara Bene Comune
Associazione Progetto Comune

 

Anguillara Sabazia, 27.07.2017

Lo stop ai prelievi dal lago di Bracciano: atto dovuto, ma conseguenza di malgoverno delle istituzioni e gestione privatistica dell’acqua

Lo stop ai prelievi dal lago di Bracciano era un atto dovuto, per varie ragioni a cominciare dal rispetto della concessione ad ACEA che prevede, appunto, lo stop delle captazioni quando il livello dell’acqua del lago scende al di sotto di un ben determinato valore che, di fatto, è stato superato di circa mezzo metro.

Questa decisione, imposta dalla Regione Lazio – “responsabile della concessione” – e le reazioni che ha suscitato mostrano inequivocabilmente quanto sia decrepito e dannoso l’attuale sistema di gestione dell’acqua e quanto sia urgente la sua riforma che, nel Lazio, è veramente a portata di mano: basta applicare la Legge 5 del 2014.

L’acqua è un bene prezioso, che va tutelato perché rimanga “risorsa rinnovabile” e quindi utilizzabile per la vita umana di oggi e futura; è stata invece usata – in questo come in tantissimi altri casi – per fare profitti, a scapito dell’equilibrio ambientale che ne assicura la “rinnovabilità” e della vita di un intero ecosistema – tutelato con l’istituzione del “Parco regionale dei laghi di Bracciano e Martignano” e con l’individuazione di aree SIC in ambito europeo.

La decisione della Regione viene a valle di un’ultima riunione, lo scorso 20 Luglio, indetta dall’assessore Refrigeri tra ACEA ATO2, Istituzioni locali e con la partecipazione dei comitati. Il Presidente di ACEA ATO2, Saccani, invece di presentare un atteso piano operativo per far fronte alla crisi del lago di Bracciano, ha sostenuto che di fatto la captazione era stata ridotta ma che non si poteva andare al di sotto della portata continua di circa 1.100 litri al secondo, cioè quella prevista dalla concessione.

La reazione di Sindaci e Presidente del parco è stata sdegnata e unanime nella conferma della richiesta di uno stop immediato dei prelievi, ampiamente sostenuta negli interventi delle associazioni. Il Comitato acqua pubblica, infine, ha argomentato la necessità di affrontare la crisi in maniera sistemica e guardando oltre l’emergenza immediata, che riguarda non solo il lago di Bracciano ma sempre più l’intero sistema idrogeologico laziale: abbiamo reiterato a Refrigeri la richiesta di procedere alla rapida istituzione degli ABI, e al Comune di Roma di avviare l’iter di trasformazione di ACEA ATO2 in azienda speciale.

L’intervento forte della Regione, che in qualche modo Refrigeri faceva intravedere al termine di quella riunione, mette un punto fermo su una vicenda ormai insostenibile ma avvia un processo di grandissima portata e dagli esiti imprevedibili, come capiamo dalle reazioni inqualificabili di ACEA e di alcuni suoi azionisti.

Respingiamo con forza la provocazione, vero atto di terrorismo mediatico, di ACEA ATO2 che scarica la responsabilità su altri e preannuncia il razionamento dell’acqua a 1 milione e mezzo di romani.

La prima considerazione è che le difficoltà di approvvigionamento idrico riguarderanno necessariamente tutti i cittadini dell’ATO2, e cioè di Roma e quasi tutta la provincia: non scenda a questi mezzucci per cercare di innescare ingiustificati malcontenti e reazioni sconsiderate fra cittadini e cittadini!

E poi: ma ACEA ATO2 dove stava? Cosa ha fatto in tutti questi anni? Come ha messo mano alle infrastrutture per ridurre le perdite degli acquedotti che hanno raggiunto valori da Paesi del terzo mondo? Capisce che ridurre le perdite dall’attuale 45% al 38% (valore medio nazionale) renderebbe inutile il prelievo dal lago di Bracciano? Si rende conto che da “amica del lago” che era negli anni passati oggi è vista in maniera ostile dalla popolazione, e che operare in queste condizioni è quanto di peggio possa capitare ad un’azienda? Perché non adotta criteri di trasparenza, lo strumento migliore per ottenere consenso, consentendo a Istituzioni e comitato di cittadini accesso diretto ai dati di esercizio degli impianti (portata di acqua prelevata)? E, da ultimo: conosce le basi del concetto di “sostenibilità”, di cui tanto si vanta dopo la pubblicazione del rapporto – per noi assai deludente – di sostenibilità?

E ancora: il Comune di Roma perché non ha avviato la trasformazione di ACEA ATO2 in azienda speciale? E perché, anche nelle more di tale riforma, non impiega le quote che riceve da ACEA SpA per la salvaguardia delle risorse idriche e l’ammodernamento delle infrastrutture?

Questa vicenda del lago di Bracciano ha mobilitato, insieme, cittadini e Istituzioni locali per la difesa di un “bene” del territorio, in una battaglia da alcuni tacciata iperlocalistica ma che ci dice invece ancora una volta quanto sia importante coniugare il particolare con il generale nella declinazione del principio “pensare globale, agire locale, quanto la città non possa soffocare la sua periferia e le aree rurali e a vocazione ambientale, quanto sia dannoso e antistorico contrapporre – anche con motivazioni false – gli abitanti della metropoli con quelli dell’hinterland, e quanto la gestione dell’acqua non possa essere lasciata nelle mani di una SpA, specialmente se privata, e ancor più se di dimensioni nazionali e oltre.

Questa vicenda introduce nuove motivazioni e dati di fatto, e vede una rinnovata partecipazione popolare che rafforzano la nostra battaglia per l’attuazione dell’esito referendario, nel Lazio: avviamo una nuova tappa, l’ultima e decisiva, che si concluda con l’attuazione della legge 5 e l’istituzione degli ABI, per l’innovazione del sistema di gestione dell’acqua che guardi all’interesse primario dei cittadini e non a quello economico-finanziario di azionisti privati o pubblici.

Dopo questo atto dovuto ne aspettiamo un altro da Refrigeri e Zingaretti: calendarizzare immediatamente la legge sui nuovi bacini idrografici nel Lazio,  già in ritardo di 3 anni. Diversamente anche per loro sarà difficile essere considerati “amici del lago”.

 

25 Luglio 2017

 

Comitato Acqua Pubblica Anguillara

La crisi del lago di Bracciano, annunciata da tempo, nasce dall’emergenza climatica globale, da quella italiana, dovuta alla mancanza di pianificazione e investimenti infrastrutturali, e da quella laziale e romana, legata di fatto alla politica monopolistica e privatistica di ACEA.

Occorre innanzitutto una grande sensibilizzazione al cambiamento degli stili di vita, per razionalizzare i consumi, salvaguardare l’acqua bene comune, e ridurre le emissioni di gas serra; così come servono nuove politiche nazionali e territoriali nel segno della gestione pubblica dell’acqua: in tutto questo, è essenziale il ruolo di istituzioni, scuola, e associazioni.

Nel Lazio è evidente la “responsabilità” di ACEA Spa, detenuta per il 51% dal Comune di Roma, che da anni preleva acqua dal lago attraverso la propria società ACEA-ATO2 Spa che gestisce l’intero sistema idrico integrato dell’ ATO2, cioè di Roma e provincia: ACEA ATO2 trasferisce ogni anno, per un perverso meccanismo di gestione aziendale, 60-80 milioni di Euro ad ACEA Spa, che a sua volta distribuisce cospicui dividendi al Comune di Roma, ai quali la Sindaca Raggi non intende rinunciare.

La giunta Zingaretti/Smeriglio svolge un ruolo ancor più determinante, avendo la Regione Lazio da tempo approvato la legge n.5/2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, che fissa alcuni importanti obiettivi, fra cui: abolizione dei 5 ATO della Regione Lazio, introducendo gli Ambiti di Bacino Idrografici (ABI) sulla base della reale conformazione del sistema idrogeologico, e un maggior “potere” decisionale e trasparenza per Sindaci e cittadini. Questa legge, approvata da oltre 3 anni, non può essere applicata perché non sono stati ancora istituiti gli ABI, per la volontà del partito democratico di privatizzare i servizi, affidando a 5 grandi aziende la gestione dell’acqua in Italia: ACEA per l’Italia centrale.

Per affrontare efficacemente la crisi del lago e di tutto il sistema regionale occorre l’azione responsabile di Regione Lazio e Comune di Roma: Il primo passo è mettere all’ordine del giorno del Consiglio regionale la discussione e approvazione della legge di istituzione degli ABI. Altre proposte, localistiche e limitate al solo contesto del lago di Bracciano – e magari anche quello di Martignano – sono del tutto inappropriate ed inefficaci, forse utili ad attrarre l’attenzione della popolazione ma senza speranza di incidere.

Analogamente occorre che il Comune di Roma trasformi ACEA ATO2 in un’azienda speciale e non venda le proprie quote (3,5%) come annunciato pochi giorni fa: solo così soldi che i cittadini pagano con la tariffa saranno utilizzati per la riqualificazione del servizio idrico.

Chiediamo che, parallelamente ad un intervento emergenziale per arginare il disastro ambientale ed ecologico in corso – interrompere subito, o diminuire drasticamente, il prelievo di acqua da parte di ACEA ATO2 – si mettano immediatamente in campo le azioni per attuare la soluzione di tipo strutturale, cioè: pubblicizzazione della gestione dell’acqua a Roma/città metropolitana e nel Lazio, svincolata da logiche di profitto e basata sulla tutela dei bacini idrografici (saranno le autorità degli ABI a gestire e razionalizzare l’uso delle acque);programmazione di medio/lungo periodo, e investimenti in infrastrutture e impianti specialmente considerando che le reti di distribuzioni sono obsolete;trasparenza nella gestione, e coinvolgimento dei cittadini con l’istituzione di Comitati per la Trasparenza e Partecipazione.

Il Comitato acqua pubblica del territorio, insieme al Comitato regionale acqua pubblica e al Forum italiano, invitano associazioni e cittadini alla costituzione di un grande comitato unitario che si possa muovere in maniera coordinata e perciò più forte e incisiva: è la strada per meglio stimolare, affiancare e sostenere e l’azione di tutti i rappresentanti delle istituzioni impegnati per la salvaguardia del lago di Bracciano, e sollecitare le doverose decisioni del Comune di Roma e della Regione Lazio.

16 Giugno 2017.

Comitato Acqua Pubblica CPRN/Anguillara

Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua